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Come nasce e perchè

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Partiamo con una considerazione


Curare la causa di una malattia con l?alimentazione non solo è più sano ed

economico, ma funziona anche meglio! Se questo è vero allora,

perché i medici che lo fanno sono così pochi?

Perché non solo non gli è stato insegnato, ma nessuno li paga per farlo. Nel mondo, nessuno trae profitto dalla medicina dello stile di vita (paziente a parte!), perciò questa non rientra tra i principali insegnamenti o tirocini del corso di studi. Il sistema è strutturato in modo da remunerare chi prescrive pillole ed esami, non frutta e verdura.

Sta in questa affermazione del dottor Michael Greger, il seme della mia decisione di creare questo blog e scrivere unlibro.


Se da questa scelta l?unico a trarne vantaggio è il paziente è a lui che dobbiamo fornire tutte le informazioni possibili piuttosto che ai medici che seguono, volenti o nolenti, percorsi di formazione che non contemplano lo studio dell?alimentazione come metodo di cura

Dott. Michael Greger


Al giorno d?oggi, nell?era di internet, informarsi ed informare è molto più

facile e dunque diventa possibile condividere conoscenze ed esperienze

tra persone che sono interessate ad affrontare problematiche legate alla

salute o in termini di cura o in termini di prevenzione. Questo mio modesto lavoro ha come obiettivo quello di creare una community di persone che hanno una sensibilità verso queste tematiche.




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La prima cosa che ci tengo a dire è che non sono un medico, non sono un

nutrizionista e nemmeno un grande chef, sono solo un appassionato di cucina desideroso di trasmettere la passione per il gusto e il benessere.


Se in molti articoli farò cenno ad argomenti che sfiorano il campo

nutraceutico o medico si tenga presente che sono esclusivamente

esperienze vissute personalmente o attinte da libri di cui fornirò

bibliografia.

Ho detto che non sono un medico, ma sono un cardiopatico, affetto da

una coronaropatia grave che mi ha provocato tre infarti, il primo dei quali

30 anni fa. Ed è proprio per questo che ho voluto scrivere questo libro, il

desiderio di condividere la mia storia con altre persone che hanno vissuto

esperienze simili, o che non vogliono correre il rischio di avere esperienze

simili.

A questo proposito voglio essere un po? severo con chi pensa che non gli

riguardi: semplicemente non è possibile che qualcuno ne sia immune, se

non è a 40 anni sarà a 50, 60, 70 o 80 anni, quando sarà sarà, ma toccherà

a tutti e se non interesserà il cuore potrà colpire in qualunque altra parte

del corpo.

Infatti Le vene, le arterie e i capillari alimentano tutto il nostro corpo e

dove la circolazione non è efficiente fa danni, piccoli o grandi sempre danni sono, proprio per questo imparare ad alimentarci è necessario per tutti.

Se poi si è già iniziato un percorso di sana alimentazione, bene, confrontiamoci ed aiutiamo chi non ha ancora preso coscienza.


??????????"Ma veniamo al perchè mi sono imbarcato in questa avventura"


Brevemente vi dico che i medici pensano che nel mio caso non si possa fare altro se non la terapia farmacologica; ho chiesto loro cosa potrei fare oltre che prendere le medicine e mi hanno risposto semplicemente: una vita sana e rilassata, ma soprattutto dimagrire. E qui arriva il bello, è una vita che io sono a dieta e che tento di mangiare bene, almeno da quando ho avuto il mio primo infarto!

Ma purtroppo la gola mi ha portato spesso a fare la classica altalena, su e

giù con i chili, tutto sotto la aureola che il cibo che mangiavo era sano faccio un esempio l'olio extravergine di oliva è buono e fa bene, e ad oggi il mio peso non è ancora quello auspicato.

A livello razionale non capisco perché sono arrivato a questo punto; posso solo dire che forse aver goduto per molti anni di una condizione di generale benessere (prima che la malattia si presentasse di nuovo all?età di 67 anni), mi ha portato a credere che tutto sommato andava bene lo stesso ma non avevo alcuna consapevolezza su quanto stava succedendo alle mie coronarie.

Ma ora sento che la motivazione è diversa e probabilmente devo raggiungere un livello ancora maggiore di determinazione.

Intanto dalle mie ultime dimissioni ospedaliere al momento in cui ho cominciato a scrivere, un periodo di circa tre mesi, sono dimagrito di 10 Kg e nel mio primo libro ho inserito tutto quello che ho mangiato per ottenere questo risultato. E il percorso è ancora lungo!

Come dicevo penso che mi serva ancora più determinazione, ed ho pensato di cercarla facendomi nuovi amici che vivono la stessa condizione e che vogliono ottenere risultati con l?alimentazione.

Perchè dico questo? Sono convinto che se ci prendiamo un impegno non solo con noi stessi ma anche con altri, è più facile che si possa essere più precisi e rigorosi.

E? vero sono dimagrito 10 kg, ma poiché mentre sto scrivendo Google mi ricorda che in un mese sono stato al ristorante 5 volte, mi chiedo: che risultato avrei ottenuto se non avessi fatto proprio nessuno sgarro?

Tutte le volte che sono andato a cena con gli amici, al

ristorante o a casa, per me è stato mangiare fuori dalle regole.


Per questo, se mi stai leggendo, se sei arrivato fin qui, mettiti in contatto con me, non importa dove vivi, se vicino o lontano; se poi vivi vicino ci invitiamo a cena l?un l?altro, e magari dalle chiacchierate verranno fuori anche spunti per proseguire insieme questo percorso.

in questo blog e nei social farò anche una serie di video ricette e non solo in quanto ci saranno anche notizie importanti sui benefici degli ingredienti e del perchè quella ricetta è nata o è stata modificata.

Ribadisco: l?idea è quella di fare una dieta sana con l'obiettivo di dimagrire, e questo può valere per tante persone, ma per i cardiopatici come me l'imperativo è far regredire la coronaropatia.

Ci saranno tante notizie riguardanti la parte scientifica

ma non essendo un medico nè un naturopata non intendo sostituire

nessuno, anzi a chi volesse seguire il percorso con me, dopo averlo

conosciuto per bene, consiglio di consultare il proprio medico per valutare eventuali controindicazioni, anche se sono convinto che saranno molto rare, ma non devo essere io a deciderlo.

A questo proposito è importante che vi dica quali sono state le fonti a cui

attingo per informarmi.

Già da tempo avevo letto diversi testi del dottor Umberto Veronesi e del dottor Franco Berrino riguardo l?alimentazione di origine vegetale (o vegana che dir si voglia) come prescrizione necessaria per curare e prevenire molte malattie, soprattutto i tumori. Ma anche altri

testi di altri medici americani quali il dottor Nathan Pritikin, il dottor Michael Greger e il dottor Colin Campbell che avevano già affrontato le stesse tematiche.

Ma è soltanto da quando mi sono imbattuto nella lettura di un

libro di un noto chirurgo nutrizionista anche lui americano, il dottor Caldwell Esselstyn, che il mio punto di vista sta decisamente cominciando a cambiare.

Il dottor Esselstyn infatti ha rivolto i suoi studi a casi di pazienti con

coronaropatie gravi che, pur essendo state trattate con interventi chirurgici e terapie farmacologiche tradizionali, continuavano a presentare un quadro sintomatico tipico della cardiopatia: angina, affanno, affaticamento.

Il regime alimentare con cui il medico ha trattato i suoi pazienti prevede

l?eliminazione di ogni tipo di grasso vegetale e animale. I risultati degli studi effettuati sono stati, in tutti i casi trattati, la regressione della patologia, come testimoniano diverse coronarografie.


Tuttavia, occorre anche dire che la proposta del dottor Esselstyn si basa

purtroppo su tutta una serie di ingredienti di difficile reperibilità nei nostri mercati, a fronte di un?ampia varietà di alimenti che si possono invece trovare in qualunque supermercato delle nostre città. .

Per questi motivi, nella scelta degli ingredienti con cui ho creato le ricette che propongo nel mio libro mi sono ispirato sia ai principi generali

dell?alimentazione vegetariana e vegana sia alle indicazioni della dieta del

chirurgo nutrizionista americano.

Per concludere, per chi si trova nella mia stessa situazione, con una grave

coronaropatia che secondo i medici non potrà in alcun modo regredire, forse vale la pena provare a mettere in atto qualcosa che quantomeno è nel nostro potere fare, ovvero cambiare il modo di alimentarsi. Personalmente sto pensando di seguire per filo e per segno le indicazioni di Esseltyn, e voi?


Per il momento mi fermo qui mi auguro di ritrovarvi sempre piu numerosi, ai prossimi post....